foto da Pexels.com by WikiImages

la Terza Guerra Mondiale

racconto horror - fantasy in sette puntate

Quarta puntata: Sopravvivere

rev 2.3.0 del 9 Giugno 2024

foto da storia insabbiata della Lucky Dragon

la conoscenza del territorio

il post bomba

cosa abbiamo a disposizione?


Chi scampa all'esplosione nucleare dovrà immediatamente pensare a come organizzare sia la propria sovravvivenza e sia il suo "nuovo stile di vita" in un mondo che definire ostile sarà un eufemismo.

Per fare questo riteniamo che sia indispensabile individuare quali sono le risorse, assolutamente necessarie, e che quindi devono essere monitorare per sapere dove trovarle se non le si hanno a disposizione.

Non Ti diciamo che devi averle sempre con Te, ma almeno avere un idea di dove reperirle nel caso che accada il peggio!

Le prime risorse da avere a disposizione sono della legna da ardere e qualcosa per accendere un fuoco.

Riuscire ad accendere un fuoco sarà essenziale per avere chance di arrivare vivi alla fine della prima notte post bomba.

Le radiazioni assorbite ed il fallout di ricaduta saranno il Vostro secondo problema, ma il primo sarà accendere il fuoco per scaldarsi di giorno e di notte, illuminare la zona che sarà dentro le tenebre e per far bollire dell'acqua per renderla potabile.

Tenete conto che nel dopo bomba non avremo nessuna delle utilities a cui siamo ormai assuefatti.

Mancherà tutto ... dai telefoni, alla corrente elettrica, al gas metano.

Niente luce e frigoriferi o TV.

Se siamo in Estate i condizionatori ce li possiamo scordare, ma tanto ci servirà il caldo, e non il freddo, per difenderci dall'Inverno nucleare.

Niente gas metano per cucinare o produrre acqua calda o, di Inverno, calore per riscaldarci.

Solo chi sta in campagna, ed ha ancora il bombolone di GPL, avrà un minimo di autonomia, ammesso che abbia anche una fonte di energia elettrica di emergenza per alimentarlo e che la E-Bomb elettromagnetica non l'abbia distrutta.

Ed in ogni caso anche il GPL, prima o poi, finisce.

I tanti video su Youtube che consigliano ai sopravvissuti di tornare a casa, togliersi i vestiti e farsi una doccia non hanno capito nulla su quale sarà la situazione nel post bomba.

Dopo aver fatto la doccia ci manca solo che aprano il frigo e ne tirino fuori una nota birretta per dare l'idea di quanto non abbiano capito nulla.

Ribadiamo: niente acqua potabile in quanto mancherà l'energia elettrica e, quella che piove dal cielo, sarà radioattiva.


Non funzioneranno i distributori di carburante in quanto mancherà l'energia elettrica, ma dobbiamo dire che probabilmente l'elettronica delle nostre auto potrebbe essere danneggiata dalle E-Bomb od avere le batterie scariche per le radiazioni elettromagnetiche scaturite dell'esplosione e quindi le auto non si metteranno in moto in ogni caso.

Assolutamente non funzionerà Internet e quindi scordateVi Google, Google Maps, Facebook ed Instagram.

Tenete in casa qualche vecchia cartina stradale dell'Italia e dell'Europa e, in ogni caso, iniziate a ripassare da subito un po' di geografia.

L'unica buona notizia è che non funzioneranno nemmeno le mail ed i gruppi WhatsApp.

restiamo uniti


La cosa principale sarà impedire gli episodi di sciacallaggio.

Quello che non viene distrutto dalle bombe, non lo sia per mano degli sciacalli.

Fortunatamente la capillare presenza di strutture come Comandi o Stazioni dei Carabinieri, praticamente presenti in ogni luogo, o Comandi della Polizia Stradale, permettono di avere sul territorio una presenza militare che sarà utilissima nel post bomba.

Insieme ai Sindaci, ed alle strutture del volontariato, saranno chiamati a presidiare il territorio per evitare atti di sciacallaggio, razzie o di peggio.

Per fare questo occorre che almeno tutti i siti sensibili:

- i supermercati ed alimentari

- le farmacie

- i distributori di carburante

- le armerie

- le ferramenta e similari

- le varie caserme che sono sia basi logistiche che obbiettivi da attaccare

- gli ospedali ed i presidi ASL

- i campi fotovoltaici o le centrali idroelettriche o geotermiche

Siano difesi militarmente 24 / 24 h

La cosa migliore sarà organizzare i punti di ritrovo dei sopravvissuti, che arriveranno dalle città distrutte, proprio nei piazzali / parcheggi davanti ai centri commerciali.

Eventuali capannoni in disuso o semplicemente vuoti dovranno essere requisiti per alloggiare al chiuso gli sfollati.

Pensate alla situazione che vediamo quasi tutti i giorni all'hot spot di Lampedusa con migliaia di persone senza niente e che quindi hanno bisogno di tutto e che potrebbero essere anche stati esposti a forti radiazioni.

Organizzare l'accoglienza dei sopravvissuti di città sarà la prima priorità dei sopravvissuti di campagna.

Ogni Comune Italiano dovrebbe avere "una stanza della crisi" in grado di resistere alle sciagure, naturali e non, che possono avvenire e da dove coordinare la propria integrità ed i soccorsi sia verso se stesso e sia verso i comuni vicini.

E pensare di avere una rete P2P di collegamento esterno alla telefonia (fissa e mobile) ed ai server di Internet (che non funzionerà) non sarebbe male.

siamo sovravvissuti ... ed ora?

andiamo sul pratico


Facciamo l'esempio del territorio ove abitiamo ovvero Castiglione del Lago in Umbria.

Noi abitiamo, in linea d'aria, a circa:

- 28 km da Perugia

- 42 km da Arezzo

- 62 km da Siena

Queste città sono gli unici possibili bersagli dei missili russi, in quanto non ci sono basi militari significative in zona.

E' quindi possibile stimare che la nostra zona sia da ritenersi abbastanza sicura e quindi è altamente possibile che tutte le nostre infrastrutture siano integre rispetto all'attacco nucleare.

Considerando che riteniamo quasi impossibile un attacco di terra sia russo e sia di chiunque altro esercito invasore, cosa dovremmo andare a difendere dai (possibili) razziatori e/o dai disperati generici?

- cinque centri commerciali (CONAD, COOP, EUROSPIN, GALA e LIDL)

- il centro di smistamento per il centro Italia della Coop (se era un centro di smistamento di Amazon era meglio!)

- una farmacia nel centro commerciale dove c'è la COOP a Castiglione del Lago

- una farmacia a Sanfatucchio

- una (grossa) armeria a Castiglione del Lago

- un (grosso) negozio di ferramenta a Castiglione del Lago

- tre caserme (Carabinieri, Polizia Stradale e Guardia di Finanza). Le Caserme sono sia centri direzionali che obbiettivi importanti in quanto hanno al loro interno armi e munizioni.

- un Ospedale ed un presidio ASL a Castiglione del Lago

- un campo fotovoltaico (sulla SS71 verso Chiusi)

organizzare le difese


Basta mettere 4 posti di blocco:

- due sulla SS71 a nord ed a sud di Castiglione del Lago

- uno sulla SR454 direzione Pozzuolo - Nardelli

- uno sulla SP300 direzione Vitellino Gioiella

e la zona è messa in sicurezza.

Ovviamente la messa in sicurezza deve essere organizzata con una copertura 24 / 24 h.

Su ogni posto di blocco sono necessari almeno 5 / 6 uomini, o donne, armati ed altre due / tre pattuglie che girano a ronda.

Quello che scriviamo per Castiglione del Lago è riproducibile per quasi tutti i principali capoluoghi di Comune della zona:

- Città, della Pieve dove peraltro si trova un Comando di Compagnia dei Carabinieri ed un ospedale

- Montepulciano dove si trova un ospedale

- Montalcino dove si trova un ospedale

In questa fase, dove si avranno sicuramente molti atti di sciacallaggio, i vari poderi o le abitazioni isolate o le varie Case Sparse in giro per la campagna sono da evacuare.

Ognuno di questi obbiettivi minori deve sapere dove andare in caso di conflitto nucleare e deve farlo nel minor tempo possibile.

L'unico scopo sarà difendere il territorio dai razziatori.

come possiamo organizzarci

le riserve strategiche


Iniziamo con il dire che l'ideale è essere organizzati come una famiglia del Canada o dell'Alaska.

Per loro è assolutamente normale avere viveri (ed acqua) per almeno i sei / otto mesi invernali.

Noi, che siamo in quattro ed abitiamo in una quasi campagna, non siamo a livello dei canadesi, ma abbiamo scorte che, solo razionandole un pochino, durano per almeno 3 mesi.

Le quantità che successivamente consigliamo, di soli generi alimentari a lunga conservazione, bastano solo per un mese che, con un razionamento, arriva ad un mese e mezzo.

- barattoli di tonno in scatola (almeno 30 scatole a persona). Il tonno tipicamente ha una scadenza a 4 anni dal confezionamento

- carne Simmenthal in scatola (almeno 6 scatole a persona). La Simmenthal ha una scadenza a 4 anni dal confezionamento

- barattoli in vetro con dentro tranci di tonno

- barattoli in vetro con pomodori secchi (scadenza a due anni dal confezionamento)

- barattoli in vetro con cipolline (scadenza a due anni dal confezionamento)

- ananas in scatola (scadenza a tre anni dal confezionamento)

- brick di fagioli (almeno 15 confezioni a persona). I legumi in generale hanno una scadenza ad almeno 18 mesi dal confezionamento.

- brick di ceci (almeno 6 confezioni a persona)

- brick di lenticchie (almeno 4 confezioni a persona)

- barattoli di passata di pomodoro (6 barattoli)

- barattoli di polpa di pomodoro da 400 gr (30 barattoli)

- scorte di zucchero (almemo 1 kg a persona)

- olio extra vergine di oliva 4 kg (serve a condire sia i legumi che il tonno)

- olio di semi per friggere (ma non sappiamo se poi sarà utile, ma Noi lo teniamo perchè ci serve)

- Nutella in vasi da 1 kg. La Nutella dura circa un anno dal confezionamento.

- Miele in vasetti da 0,5 kg (Noi ne teniamo almeno 8 vasetti di varia tipologia)

- cioccolato che, a differenza della Nutella, da confezionato ha scadenze bibliche

- scorte di sale sia fino che grosso

- scorte di frutta in scatola (attenti alla scadenza)

- scorte di confezioni di succo di limone in bottiglia (attenti alla scadenza almeno 2 confezioni)

- farina almeno 16 kg

- pasta (ma non è detto che poi la potremo cuocere)

- acqua minerale gassata in bottiglia 1,5 lt (almeno 36 bottiglie a persona. Noi siamo ad oltre 80 bottiglie a persona)

- acqua minerale naturale in bottiglia 1,5 lt (almeno 12 bottiglie a persona Noi siamo oltre le 30 bottiglie a persona)

- acqua minerale gassata in bottiglia 0,5 lt

- acqua minerale naturale in bottiglia 0,5 lt

- scorta di carta igienica (almeno 2 pacchi da 4 rotoli a persona. Noi ne abbiamo 6 pacchi a persona)

- scorta di vino. Non è un genere di prima sopravvivenza ... lo sappiamo anche Noi, ma è sempre possibile poi diluirlo con acqua.

- superalcolici (vedi sopra), noi ne abbiamo una ventina di bottiglie

- scorta di prodotti per lavarci e lavare anche se poi forse non avremo l'acqua

- dentifricio e/o kit per la puliza dei denti. Almeno 2 tubi a persona

- candele, fiammeferi ed (almeno) un acciarino

- cloro per uso alimentare (per potabilizzare l'acqua di pozzo)

Citiamo alcuni medicinali che sono da avere in casa

- pillole di ioduro di potassio (antiradiazioni dose consigliata 1 pillola al giorno per il primo mese almeno. Noi consigliamo di avere a scorta circa 120 pillole per persona)

- Aspirina

- Aulin

- Anauran (serve per le otiti)

- Corti-Fluoral (serve per la afte della bocca)

- Betadine Gel o liquido (serve per le ferite)

- Tachipirina 1000 (tenetela tanta. Serve come antidolorifico)

- alcool denaturato (almeno 4 lt)

- benzina (almeno 12 lt)

Se vedete che ci manca qualcosa di indispensabile segnalatecelo con una mail a: terza_guerra_mondiale@acpb.net

e per le utilities?


Intanto specifichiamo che abbiamo un impianto fotovoltaico, con inverter ibrido della Zucchetti, che permette l'erogazione di energia anche in caso di assenza della rete Enel.

Non penso che il nostro impianto, molto ricco di elettronica, ma non schermato, resista alla E-Bomb, ma in ogni caso lo abbiamo.

Il nostro impianto è piccolino con una potenza installata di soli 3,60 kWp ed una batteria di accumulo da 9 kVA.

Noi produciamo circa 980 kWh per kWp installato quindi abbiamo una produzione annua di 3'450 kWh ed un accumolo annuo di circa 900 kWh.

In futuro l'idea è di aggiungere altri 4 pannelli (per altri 2 KWp) per arrivare ad essere (quasi) autosufficienti per alemo 8 mesi all'anno.

Non scrivete per dirci che l'Inverno nucleare oscurerà il Sole e che la ricaduta delle ceneri radioattive del fallout primario coprirà i pannelli e quindi il fotovoltaico non funzionerà.

Lo sappiamo anche Noi, ma contiamo sul fatto che i venti soffiano non in direzione dei possibili bersagli nucleari e non ci sia una oscurità totale, ma bensì qualcosa di simile ad un giornata nuvolosa invernale ... ed anche in quelle giornate un 15 - 20% lo produciamo lo stesso.

Riteniamo comunque che avere un piccolo gruppo elettrogeno a benzina da 3'500 W sia indispensabile per passare almeno il primo mese "senza luce"

Il problema è che, anche al 50% del carico, un gruppo elettrogeno da 3'500 W consuma un litro di benzina all'ora ... ora divertiteVi a fare due conti su quanta benzina serve per un mese.

Diamo un altro dato: razionando al massimo le utenze una casa medio piccola assorbe dagli 4 ai 10 kW al giorno.

E' quindi realistico pensare che per un mese servano circa 100 lt di benzina.


Per quanto riguarda l'acqua abbiamo un pozzo usato da mio suocero come acqua potabile fino al 1985.

Oltre al pozzo abbiamo anche un secondo pozzo superficiale che fa anche da bacino di raccolta dell'acqua piovana da circa 4,2 mc.

Per prudenza abbiamo poi cloro per uso alimentare e sistemi di pulizia dell'acqua a carboni attivi.

E, oltre al pozzo ed accumulo, abbiamo in deposito circa 600 lt di acqua potabile in bottiglia (e 280 lt di vino) e quindi riserve idriche per almeno 90 gg se non di più ... in 4 persone.

Oltre a queste misure attive abbiamo anche misure diciamo passive tra cui citiamo:

- forno a legna ... e si ritorna al tema della legna da ardere ... che abbiamo in giardino

- fornetto da campeggio con bombole di butano

- tute (bianche e gialle) anti radiazioni Ansell AlphaTec 2300 prese su Amazon e che non sono propriamente quelle da imbianchino

- maschera GVS SPR503 Elipse con filtri per esterno

- maschere FP2 o superiori per evitare di inspirare pulviscolo radiattivo

- biciclette per muoversi anche senza avere il carburante per l'auto o moto

- sistemi di ricarica elettrica per le batterie AAA ed AA sia a pannello solare che a manovella

- radio AM - FM con ricarica a manovella

- lampada a LED con ricarica a manovella e presa USB per ricaricare altri devices

- 8 walkie talkie per comunicare (ricordateVi che non funzioneranno i cellulari)

- un misuratore di radiazioni professionale della Hanchen

Riguardo alle tute per quello che devono fare sicuramente lo fanno.

Non dobbiamo entrare dentro una centrale nucleare o passare per l'epicentro di una esplosione.

Devono proteggere, per quel che possono fare, dall'esposizione diretta al fallout senza troppi voli pindarici.

Come caschi ho tre Kask con la visiera Plasma

In pratica metto la tuta con sopra il casco + visiera e, sotto la visiera, la maschera Elipse con i filtri.

Questa configurazione mi capita, molto di rado, di doverla indossare quando, per lavoro, devo entare in zone con possibili contaminazioni chimico - biologiche.

Infine ho due scatole di guanti usa e getta.


Anche in questo caso se vedete che ci manca qualcosa di indispensabile segnalatecelo con una mail a: terza_guerra_mondiale@acpb.net



Ho dei pannelli fotovoltaici. Funzioneranno ancora e come li pulisco


Premesso che dubitiamo che l'impianto fotovoltaico, se non di tipo ibrido, possa funzionare senza una rete elettrica nazionale attiva,

Ed anche se l'inverter fosse di tipo ibrido, dubitiamo che possa resistere alla E-Bomb.

Comunque come si possono pulire i pannelli fotovoltaici dopo che è caduto il fallout?

I vostri pannelli saranno sotto una cenere bianco grigiastra e consiglio di aspettare almeno una settimana, meglio due, prima di uscire ed andare a pulire.

Lasciate decadere il fallout primario e, visto che probabilmente sarete senza acqua, dovrete lavare a secco o sperare nel vento!

il racconto continua con il quinto capitolo cade il fallout

foto da Pixabay.com photography by Gerd Altmanna